Sant’Antioco e Carloforte in bici

09
ottobre
2012
#Cicloturismo

Sardegna 3-4-5 Ottobre 2012

L’avventura alla quale ci prepariamo prevede 3 giorni di percorso durante i quali verranno utilizzati treno, traghetto e soprattutto le protagoniste del viaggio: la bici e le nostre gambe.
Viaggiare in bici è lentezza, profumi e rumori, è vento sulla faccia e sole sulla pelle, ed è movimento e armonia con il percorso che si sta seguendo.

Siamo partiti dalla stazione ferroviaria di Elmas, che nella sua semplicità rappresenta il punto di partenza ideale per un viaggio così speciale. Carichiamo le bici sul treno e guardiamo il paesaggio scorrere dal finestrino, il treno va abbastanza lento e ci permette di godere dell’attesa dell’arrivo, dell’emozione per il vero viaggio che sta per cominciare.

Dopo circa un’ora di viaggio arriviamo alla stazione di Carbonia, ci concediamo il tempo per una merenda veloce e poi saliamo finalmente sulla quella che sarà la nostra amata/odiata compagna di viaggio.
Il percorso sino a Sant’Antioco prevede l’utilizzo di strade secondarie e campagnole, sia per evitare il traffico, ma soprattutto per godersi al meglio il paesaggioe la natura che in un normale e comune viaggio in macchina vengono spesso ignorati. Ogni tanto una controllata al navigatore per assicurarsi di non sbagliare direzione e si procede.

Pedalare e ascoltare solo il rumore della propria bici è un’esperienza nuova, sensazionale e unica, il viaggio diventa importante quanto la meta da raggiungere, se non di più. Si notano cose che in un viaggio in macchina vengono superate dalla velocità, dalla noncuranza. Ci si può fermare quando si vede qualcosa di interessante, quando si vuole respirare l’aria di quel momento, quando se ne ha voglia e bisogno.

Arriviamo a Sant’Antioco, e il primo imprevisto capita alla bici di Danilo, che ha un problema al manubrio. Fortuna vuole che ciò capiti di fronte ad un negozietto che vende e ripara biciclette, quindi lasciamo la bici e andiamo a cercare il nostro B&B, che dista pochi km da punto dove ci troviamo.
Trascorriamo il pomeriggio passeggiando a piedi per la città, senza una meta precisa. Arriviamo al Museo Etnografico che prevede diversi percorsi; noi scegliamo quello che include visita al museo, al Villaggio Ipogeo e al Forte “Su Pisu”. Ognuno di questi posti ci permette di conoscere rispettivamente modi e luoghi di vita del passato della Sardegna, alcuni noti, altri del tutto sconosciuti. La visita si snoda per le strade della città, e una volta conclusa torniamo al B&B per cena.

La mattina successiva dopo colazione andiamo a ritirare la bici riparata, e ci rimettiamo in sella diretti a Calasetta, da dove prenderemo il traghetto che ci porterà a Carloforte, nell’isola di San Pietro.
Calasetta è un piccolo paese di case bianche con i portoni blu, paese di barche e pescatori e di profumo di mare che attraversa le vie e le strade. Una volta arrivati cerchiamo un piccolo negozietto per acquistare il pranzo e poco dopo al porto prendiamo i biglietti per noi e per le nostre bici.
Saliamo sul traghetto e ci lasciamo cullare, senza mai smettere di sorvegliare le nostre compagne di viaggio a due ruote e i nostri preziosissimi zaini con il pranzo!

Arriviamo a Carloforte dopo circa 30 minuti di traversata, pranziamo e raggiungiamo il nostro secondo B&B che si trova sulla in cima alla collina della città. Dopo una faticosa salita arriviamo alla meta, che ci regala una spettacolare terrazza con vista sulla città e sul mare.
Dopo numerose consultazioni con la padrona del “Bellavista”, decidiamo di raggiungere in bici una delle numerose calette che rendono famosa l’isola di San Pietro. A causa dell’ora tarda e della lontananza ci fermiamo nella più vicina, la spiaggia di Girin, che sulle due ruote dista circa 40 minuti dal centro città. La sera ci concediamo solo una breve passeggiata a piedi sul lungomare, la stanchezza è tanta e preferiamo rimandare la visita della città alla mattina dopo.
Il giorno seguente ci perdiamo tra le viuzze, i negozietti e le piazze di Carloforte, e dopo i nostri immancabili panini risaliamo sul traghetto alla volta del nostro ultimo giorno di pedalata, diretti a Portoscuso.

Il percorso di ritorno è il meno interessante e il più faticoso in termini di stanchezza e lunghezza; dopotutto abbiamo sulle gambe già due giorni di pedali, sedile e schiena curva sul manubrio. La scelta è però stata fatta per evitare strade eccessivamente trafficate, e per differenziare il tragitto rispetto a quello dell’andata. Ci lasciamo alle spalle il porto industriale e pedaliamo spinti dalla voglia di tornare a casa, di raccontare la nostra avventura, e anche un po’ dalla necessità di arrivare a Carbonia in orario per il treno del ritorno.

Risaliamo sul treno con un po’ di nostalgia per il viaggio che in teoria sarebbe concluso, ma arrivati alla stazione di Assemini, visto che comunque al tramonto manca ancora qualche ora, decidiamo di tornare a casa definitivamente in bici, senza aspettare chi sarebbe dovuto venire a prenderci alla stazione.

Una volta entrati nelle strade del paese ci sentiamo due eroi che hanno compiuto un’impresa bellissima e incredibile. Abbiamo scelto di vivere il viaggio, non di compierlo per arrivare alla meta. Abbiamo scelto la sostenibilità e il contatto con la natura, non lo sguardo da dietro il finestrino, e ci sentiamo pienamente ripagati dalla nostra scelta.

Mappa interattiva

Distanza totale: 78110 m
Altitudine massima: 144 m
Altitudine minima: 11 m
Totale salita: 1220 m
Totale discesa: -1255 m
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