FotoPercorsi

13
settembre
2014
#Eventi

FotoPercorsi, Lezioni di fotografia e fotoreportage naturalistico

Corsano, 13 settembre 2014

Perché l’idea di un corso di fotografia?
Quando cammini per le strade capita, spesso, di imbatterti in qualcosa che vorresti immortalare: un attimo da poter vedere e rivedere, per sempre.
Quando frughi tra i tuoi ricordi c’è sempre un momento, una storia, un volto, che vorresti avere con te.
La memoria umana c’è, ed è forte. Ma a volte i contorni sbiadiscono, i particolari si confondono, le idee si mescolano.
Una foto, un fotogramma di quel momento, renderebbe indelebile quel momento.
Durante un viaggio in Umbria mi è capitato di visitare la chiesetta di Santa Illuminata, nel comune di Guardea, in provincia di Terni. Più che una chiesetta è un rudere, un cumulo di sassi.
Qualcuno, però, ha deciso di ritirarlo su quel cumulo di sassi.
Ma come fare a capire le origini di quella chiesa? Come rimanere fedeli alla struttura originale?
Si cerca tra le carte, si visionano i registri, si studiano le piante.
E infine sbuca una vecchia fotografia, di inizio secolo.
In quella immagine il crollo della chiesa è già iniziato, ma non è ancora compiuto. Ed ecco che ciò che ora non c’è, torna ad esserci.
Le pietre ripercorrono la strada del passato, tutto torna ad essere come era.
Tutto merito di una fotografia.
E’ questa la verità? Probabilmente no, ma a me piace vederla così.
E allora forza: imbracciamo la nostra macchina (ormai digitale) e cominciamo a immortalare ciò che più ci colpisce e piace.
Abbandoniamoci all’ebrezza di catturare un attimo di verità, di quel tempo che passa senza più tornare.
Abbandonarsi vuol dire fidarsi. Questo è quello che bisognerebbe fare.
Abbandonarsi.
Ma la domanda viene spontanea: abbandonarsi anche alla tecnologia? Abbandonarsi alla fiducia delle impostazioni AUTOMATICO della tua reflex?
Le prime volte che mi son trovato a dover utilizzare la reflex, per lavoro, mi sono abbandonato anche io alle impostazioni automatiche. Ha scelto lei come impostare un diaframma, come intervenire sul triangolo dell’esposizione, come lavorare sul bilanciamento del bianco.
Ma l’immagine riprodotta, era quello che volevo io? La risposta è: No!
Ho capito, così, che scattare fotografie “non è difficile”.
Ma per scattare belle fotografie, oltre all’istinto, serve un po’ di tecnica.
E questo è ciò che ho voluto trasmettere con il corso FOTOPERCORSI.
Piccole pillole tecniche per “esordienti allo sbaraglio”.
Per carità di Dio: niente di chissacchè! Niente corso per specialisti, solo concetti base e qualche piccolo suggerimento tecnico.
Un corso, insomma, rivolto a coloro che pensano che l’otturatore sia un problema agli scarichi del lavandino e che la profondità di campo sia la misura dei campetti dell’oratorio.
Vincenzo Ciardo

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